Ascanio Celestini, spettacolo " Appunti per un film sulla lotta di classe "

Un piccolo grande miracolo che viene dal basso

27 maggio 2012

Succedono cose strane Italia. Succede per esempio che la cultura di un Paese venga considerata da un governo sempre più un «optional». Un di più da tagliare qua e là. E così teatri, rassegne, festival che per anni hanno alimentato la nostra fame di cultura si ritrovano di colpo a dieta. E una buona dieta, si sa, prima o poi fa dimagrire. Ma se noi non avessimo voglia di digiunare? Perché magari il nostro «cibo» – fatto di studio, lettura, ascolto e visione – ci sembra essenziale per la nostra sopravvivenza? Forse conviene cambiare mensa. Cercare cioè un luogo e una modalità diversa per alimentarsi e continuare a crescere. Insieme.
Cosa significa? Per esempio tagliare del tutto i ponti con le istituzioni, rinunciare alle sovvenzioni pubbliche e provare a costruire cultura dal basso: si può scegliere di farlo con un gesto estremo che parta dall’occupazione degli spazi – come hanno fatto i lavoratori dello spettacolo al Teatro Valle di Roma, gli artisti di Macao, i ragazzi del Teatro Coppola di Catania, o il collettivo della Balena a Napoli – oppure semplicemente creando, mettendo in circolo le idee e realizzarle autoproducendole. Solo nel settore teatrale, per esempio, Roma è piena di «buoni esempi», di giovani che decidono di autofinanziarsi pur di non rinunciare a crescere, a condividere, a partecipare.
Vorrei raccontarvene uno in particolare, un piccolo grande miracolo che ho visto avverarsi davanti e dentro di me. È accaduto pochi giorni fa a Cassino (Frosinone), un territorio dove pullulano da qualche tempo tante associazioni che tentano a loro modo di fare qualcosa per la città, una città universitaria «senza università», senza cioè tutto ciò che uno studente dovrebbe avere a disposizione al di là dei programmi e dei libri di studio: cinema, teatri, luoghi di ritrovo che non siano solo bar, librerie… Ma i miracoli possono accadere, basta volerlo. Ed è bastato chiamare a raccolta gli artisti che da anni raccontano storie che parlano di noi e del nostro Paese nei teatri italiani (Ascanio Celestini, Francesco Suriano, Bebo Storti, Ulderico Pesce) per vedere una comunità raccolta come in una piccola piazza davanti ad un grande evento: «CassinoOFF» è stato emozione, condivisione, riflessione amara e risate. Avevo già visto gli spettacoli che sono andati in scena all’Aula pacis di Cassino e strasmessi in diretta streaming sul sito dell’Unità. Ma non avevo visto le lacrime rigare il volto della gente. Non avevo visto il pubblico alzarsi in piedi e applaudire così a lungo. Non avevo visto i ragazzi ammutolire davanti alle atrocità della nostra storia. Infine non avevo visto il silenzio così eloquente di donne e uomini.
Forse perché ero sempre stata dall’altra parte. Il compito di un critico teatrale è principalmente quello di dare un giudizio sullo spettacolo. Stavolta ho deciso di fare qualcosa in più, scegliendo degli spettacoli da proporre alla mia città. E incoraggiata dal prezioso contributo di qualche sponsor privato mi sono convinta che valeva la pena provare e lanciarsi in questa sfida. Rischiosa sì, ma a mio avviso necessaria. L’unica possibilità che abbiamo di salvarci dalla catastrofe è costruire qualcosa insieme. E questo fermento che viene dal basso può aiutarci ad essere migliori. Partecipare è politica. E la politica a volte è rivoluzione.

Ultimi Post
  • A Rimini un mare di ragazzi che leggono
    4 maggio 2013

    Jeans e maglietta bianca, per tre giorni all’anno invadono la città di Rimini correndo da una parta all’altra della città tentando di recuperare ospiti, biglietti o semplicemente una bottiglia d’acqua… Divisi in cinque squadre, gestiscono gli spazi, verificano che tutto sia al posto giusto in vista dell’incontro con l’autore, controllano l’ingresso in sala del pubblico, [...]

  • Quella favola di Buzzati…
    26 aprile 2013

    Certe favole, con la semplicità e quel tocco di magia che ti catapulta in un mondo apparentemente lontano eppure a noi vicinissimo, riescono a spiegarti la vita in maniera imprevedibile e a volte anche un po’ buffa,  ma con una tale chiarezza che è difficile, soprattutto per un bambino, non innamorarsene. Ed è una favola [...]

  • Bellocchio, a teatro con “i pugni in tasca”
    20 marzo 2013

    Marco Bellocchio torna alle origini. Da una parte riprendendo fra le mani una storia scritta 48 anni fa – I pugni in tasca, suo film d’esordio -, dall’altra scegliendo non il cinema, ma il teatro, che in qualche modo il regista ha amato ancor prima del grande schermo. «Ci sono cose nella vita che avrei [...]

Archivio
Tag
alemanno baliani bebo blasfemia cagliari castellari castellucci centro de de sanctis dio donne drammaturghi drammaturgia fabrizio favola gardini gioco giorgi india inediti inversi l'unità marco maria menduni mercante odin petrone pitesti raffaello romagnoli romeo sanctis sanzio ser siena societas solo storti suicidi suriano tagliaferro teatret teatro timi trecento valle vita volto